Il monitoraggio del Tempio di Atena a Paestum (Italia meridionale)
La necessità di preservare l’architettura monumentale antica trova un supporto fondamentale in metodi e tecnologie innovative che possono migliorare la nostra comprensione dello stato di salute strutturale degli edifici, promuovendo una manutenzione proattiva. In questo contesto, il Parco Archeologico di Paestum e Velia e il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno avevano già messo in atto diverse strategie di monitoraggio per la conservazione e la manutenzione proattiva del patrimonio, come i Templi di Nettuno e di Atena.
Il tempio di Atena è stato oggetto di diversi interventi di manutenzione nel corso dell’ultimo secolo. Il più significativo di questi è stato effettuato negli anni ’60 sugli elementi strutturali della facciata orientale del tempio, quando sono state inserite barre di ferro lungo le colonne e l’architrave, al fine di collegare tra loro i diversi blocchi di pietra [1,2].

Dopo questo intervento, nel 1972 la facciata EST del tempio fu colpita da un fulmine con la conseguente formazione di un importante quadro fessurativo e la parziale distruzione del primo tamburo della quarta colonna. La presenza delle barre di ferro ha determinato l’orientamento della scarica elettrica fino al blocco di base, con la conseguente parziale esplosione. Dopo l’evento del 1972, il tamburo danneggiato è stato sottoposto a un’importante attività di restauro. Infatti, l’attuale configurazione della colonna è il risultato di un restauro del blocco attraverso la ricollocazione delle parti distrutte.

Nel 2005 è stato rilevato un notevole quadro fessurativo sulla suddetta colonna. A tal fine, dal 2008 al 2010 è stata condotta un’attività di monitoraggio da parte di un’équipe dell’Università di Napoli – Federico II, per controllare l’evoluzione del quadro fessurativo. Lo studio ha evidenziato che durante il periodo di osservazione non sono stati rilevati cambiamenti sostanziali. Tuttavia, nel 2021, è stata riconosciuta un’evidente evoluzione del quadro fessurativo.

Questa evoluzione ha evidenziato la necessità di sviluppare un piano di monitoraggio ad hoc per la salvaguardia del tempio. A tal fine, il Parco Archeologico di Paestum e Velia con il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno hanno avviato attività di monitoraggio dedicate. Queste attività prevedono il rilievo diretto e periodico dell’andamento delle fessure sul blocco mediante ortofoto ad altissima risoluzione, nonché il monitoraggio continuo del colonnato della facciata orientale mediante sensori. La foto ad alta risoluzione permette di controllare l’evoluzione puntuale del quadro fessurativo, mentre il monitoraggio continuo consente di valutare l’eventuale evoluzione legata a un meccanismo globale che coinvolge il colonnato. Le attività relative alla rete di monitoraggio sono svolte con il supporto di Leica Geosystems S.p.a.. La rete di monitoraggio continuo è stata installata nel marzo 2023 ed è composta da sensori wireless chiamati “Omni Tilt&Distance Node”. Questi dispositivi sono sensori integrati con la funzione di distanziometri laser, inclinometri 3D e sensori di temperatura. I sensori sono posizionati sulla sommità della colonna, sull’abaco, con il laser puntato verso il basso, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale spostamento relativo tra la colonna e lo stilobate, nonché la variazione di inclinazione.

Per quanto riguarda i materiali del patrimonio, i sensori sono stati installati con un ancoraggio di sicurezza sulle coperture protettive dei capitelli. In particolare, le basi di supporto dei dispositivi sono state fissate sulle coperture protettive con malta e tasselli meccanici. Le basi sono state poi protette lateralmente con la stessa malta, che includeva pigmenti per mimetizzare il supporto con il travertino.

REFERENZE
1. Cipriani M., 2007, “Dalle integrazioni lapidee del Bonucci alle imperniature metalliche della Fondedile. Gli interventi di Restauro dei Templi di Paestum tra il 1805 e il 1962”, in “Il restauro dei Templi di Poseidonia – Un intervento di conservazione e valorizzazione”, Proceedings of the international conference, Paestum 26-27 June 2004, Valerio Maioli S.p.A, Ravenna, Italy, pp. 13-34
2. Fondedile, 1973, “Restauro Statico di Monumenti”, pp.36-37