Un quadro metodologico per la sorveglianza dei ponti – C.U.G.RI.

Un quadro metodologico per la sorveglianza dei ponti – C.U.G.RI.

Posted by luigipetti in Analisi del rischio, Ponti, Ricerche 29 Nov 2024

L’articolo “A Methodological Framework for Bridge Surveillance” affronta la pressante necessità di approcci moderni per il monitoraggio e la manutenzione dei ponti, in particolare in Italia, dove l’invecchiamento dell’infrastruttura stradale è sia esteso che critico per il benessere economico e sociale della nazione. Il crollo del viadotto Polcevera a Genova nel 2018 ha ricordato in modo eclatante le vulnerabilità insite nelle infrastrutture obsolete. In risposta a tali tragedie, l’Italia ha sviluppato linee guida complete, come le Linee guida 2020 per la classificazione e la gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti (LG20). Queste linee guida mirano a standardizzare i processi di valutazione dei ponti, integrare i progressi tecnologici e garantire la sicurezza attraverso una manutenzione sistematica.

La rete stradale italiana, che si estende per oltre 180.000 chilometri e comprende decine di migliaia di ponti e viadotti, presenta una sfida unica a causa della sua età e della sua diversità geografica. Molte di queste strutture sono state costruite prima degli anni ’80, spesso senza una documentazione progettuale dettagliata o senza rispettare i moderni standard ingegneristici. La mancanza di dati storici complica gli sforzi attuali per valutare la loro sicurezza e integrità strutturale. Le linee guida LG20 cercano di affrontare queste sfide introducendo un sistema di gestione degli edifici (BMS) che consolida i dati storici e in tempo reale in un quadro digitale, semplificando i processi di ispezione e monitoraggio.

Età dei Ponti italiani

Lo studio presenta una metodologia innovativa sviluppata dal Centro interuniversitario di ricerca per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi (CUGRI) in collaborazione con la Southern Highways Company (SAM). Questa metodologia sfrutta tecnologie all’avanguardia, tra cui i sistemi informativi geografici (GIS) e il Building Information Modeling (BIM), per creare modelli digitali completi dei ponti. Questi modelli, sviluppati utilizzando tecniche come la scansione 3D e la georeferenziazione, consentono agli ingegneri di esaminare i ponti con un dettaglio senza precedenti. L’integrazione di BIM e GIS facilita inoltre la sovrapposizione di dati geografici e strutturali, rendendo possibile la valutazione dell’impatto di rischi ambientali come attività sismica, inondazioni e frane sulle singole strutture.

Il framework è stato applicato all’autostrada A3, un tratto critico di 52 chilometri che collega Napoli e Salerno. Questa autostrada svolge un ruolo socio-economico vitale e comprende 207 ponti che devono essere monitorati. Lo studio ha classificato questi ponti in macro-gruppi in base alle loro dimensioni e funzioni, e ogni categoria ha ricevuto protocolli di ispezione personalizzati. Ad esempio, le strutture più piccole, come i tombini, sono sottoposte a ispezioni annuali, mentre i ponti e le gallerie più grandi sono sottoposti a valutazioni più frequenti e dettagliate. Le attività di ispezione sono coordinate attraverso un modello operativo multidisciplinare che comprende indagini in loco, raccolta di dati e analisi di esperti, il tutto supportato da una piattaforma BMS basata su cloud. Questa piattaforma consente l’accesso ai dati in tempo reale e il monitoraggio dinamico, garantendo interventi tempestivi quando vengono rilevati problemi strutturali.

Format C.U.G.RI. Information System (IS), cloud (sinistra), and APP (destra)

L’innovazione della metodologia non risiede solo nelle sue componenti tecnologiche, ma anche nell’approccio strutturato alla formazione e alla collaborazione. Gli ispettori ricevono una formazione specializzata per condurre indagini standardizzate e i risultati sono valutati da comitati di esperti per garantire coerenza e accuratezza. I dati raccolti sono organizzati in un sistema gerarchico, in cui a ogni componente strutturale di un ponte viene assegnato un codice di identificazione univoco. Questo sistema consente di tracciare con precisione i difetti e le attività di manutenzione nel tempo.

I risultati preliminari delle ispezioni sull’autostrada A3 hanno rivelato un’ampia gamma di condizioni strutturali. Molti ponti sono stati trovati in condizioni da moderate a cattive, con il 62% delle strutture ispezionate che richiedevano una manutenzione a media priorità. Circa il 4% dei ponti è stato classificato come ad alta priorità, richiedendo un intervento immediato. Lo studio ha evidenziato l’importanza di integrare i metodi di ispezione tradizionali con strumenti avanzati come BIM e GIS. Sebbene le linee guida LG20 forniscano un solido quadro di riferimento per la valutazione dei rischi, la loro forte dipendenza dai dati di pericolosità ambientale può talvolta portare a classificazioni eccessivamente conservative. Questo pone delle sfide per l’allocazione delle risorse, in quanto gli enti di gestione locali potrebbero non avere la capacità di implementare ispezioni così dettagliate e frequenti.

Piattaforma BMS

La ricerca sottolinea il potenziale della combinazione di strumenti digitali avanzati con protocolli di ispezione sistematici per migliorare la gestione delle infrastrutture. L’uso di BIM e GIS non solo migliora l’accuratezza delle valutazioni, ma consente anche una migliore pianificazione delle attività di manutenzione. Lo studio sottolinea anche la necessità di perfezionare ulteriormente le linee guida LG20 per bilanciare il rigore tecnico delle ispezioni con i vincoli pratici di tempo e budget.

Esempio di modello BIM – Ponte Olivieri

In conclusione, la metodologia proposta rappresenta un significativo passo avanti nella sorveglianza dei ponti, offrendo un approccio scalabile ed efficiente alla manutenzione delle infrastrutture critiche. Integrando tecnologie avanzate e processi strutturati, fornisce un modello per affrontare le sfide dell’invecchiamento dei ponti in Italia e non solo. Tuttavia, lo studio richiede anche una ricerca continua e l’adeguamento del quadro normativo per garantire che le metodologie rimangano pratiche ed efficaci per un’adozione diffusa. Questa duplice attenzione all’innovazione e alla praticità è essenziale per salvaguardare le infrastrutture e garantirne l’affidabilità per le generazioni future.

 

Scarica l’articolo per intero qui:

https://www.researchgate.net/publication/370076934_A_Methodological_Framework_for_Bridge_Surveillance