Intervento di Consolidamento e Restauro della Chiesa dell’Immacolata ad Ischia
Il Santuario dell’Immacolata è ubicato nel Comune di Casamicciola – Ischia, lungo la strada via Castanito. L’opera si posiziona sulla collina della Sentinella, posta sulla calata Sant’Antonio, e si sviluppa con pianta rettangolare ad unica natava. L’edificio fu ricostruito e riaperto al culto nel 1885 con il titolo di “Chiesa di Maria SS. Immacolata”.

Vista aerea della Chiesa
Nelle prime ore del 26 novembre 2022, forti piogge colpirono l’isola d’Ischia causando numerose frane sul versante nord del Monte Epomeo. Le colate di fango e detriti provocarono 12 vittime, gravi danni a edifici, infrastrutture e attività economiche, e arrivarono fino al mare interrando parzialmente il porto. Il volume di materiale smosso fu di decine di migliaia di metri cubi, simile a quello degli eventi del 2006 e 2009. Le precipitazioni furono eccezionali, con intensità fino a 168 mm in 12 ore e tempi di ritorno superiori ai 100 anni.
Per il comune di Casamicciola Terme, la revisione della pericolosità idrogeologica indica che la chiesa ricade nella “Zona C”, dove le condizioni di rischio non sono cambiate in modo significativo rispetto al periodo precedente all’evento. Eventuali situazioni di dissesto dovranno essere verificate localmente. In questa zona si applicano misure di protezione civile standard: nessuna azione specifica in assenza di allerta, mentre in caso di allerta gialla o arancione si raccomandano normali misure di autoprotezione (non usare scantinati, limitare gli spostamenti, ecc.), secondo quanto previsto dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).

Stralcio Tavola revisione della pericolosità del territorio del comune di Casamicciola Terme in relazione agli effetti degli eventi di frana ed alluvione del 26 novembre 2022
Descrizione della Chiesa
Il Santuario è composto da tre edifici adiacenti: la chiesa, il campanile e la sacrestia. La chiesa, a navata unica lunga circa 15 metri e larga 6, accoglie due piccole cappelle laterali che formano una pianta a croce latina. Ha una copertura a falde con struttura lignea e soffitto decorato a cassettoni, mentre l’abside e il coro, di forma semicircolare, sono coperti da un solaio in cemento.
Accanto alla chiesa, su via Castaneto, si trova il campanile alto circa 14,6 metri, costruito in muratura e cemento armato, con una struttura metallica di rinforzo alla sommità. Il cortile interno ospita i locali di servizio, la sacrestia e la canonica al piano superiore, collegata da una scala a chiocciola esterna che serve anche per accedere alla cantoria sopra l’ingresso della chiesa.
L’edificio presenta tecniche costruttive diverse dovute a fasi successive di ampliamento: la chiesa combina una struttura “baraccata” (ossatura lignea e intonaco su incannucciata) con muratura portante in tufo nell’abside; il campanile unisce muratura e nucleo in cemento armato; la sacrestia e gli altri locali sono in muratura con solai in latero-cemento. Le coperture hanno subito vari rifacimenti, con sostituzione di capriate e introduzione di elementi in cemento e materiali isolanti.
Dal punto di vista storico, la chiesa fu costruita intorno al 1703, come attestato da documenti della Curia di Ischia, e ricostruita dopo il terremoto del 1883. Riaperse al culto nel 1885 per ospitare una statua lignea dell’Immacolata, recuperata tra le macerie, ed è dedicata anche a Sant’Antonio da Padova. Il campanile, completato nel 1923, ospita le campane e un orologio della ditta Curci.
L’architettura è sobria: le facciate interne ed esterne sono semplici, senza grandi decorazioni, salvo pochi fregi in gesso di tema mariano. Il soffitto della navata è decorato a cassettoni con motivi lignei e gessati, mentre quello dell’abside presenta un rilievo raffigurante lo Spirito Santo.

Piante del Santuario – Schema suddivisioni interne

Vista interna della chiesa e particolare decoro

Crociera della Navata: dipinto raffigurante la Madonna dell’Immacolata

Facciata principale
All’interno della chiesa sono presenti quattro altari realizzati in marmo; due sull’abside e due agli estremi della crociera. In particolare, l’altare dell’abside presenta al di sopra dell’ostensorio una nicchia fregiata con marmi, in cui è sposta la statua lignea raffigurante la Madonna dell’Immacolata.

Vista dell’altare e particolare Statua lignea dell’Immacolata
Altri due altari in marmo, come detto, completano l’assemblea, questi sono posti agli estremi est ed ovest della crociera e sono presenti due dipinti come di seguito riportati.

Dipinti posti sui due altari laterali
La cantoria è collocata all’ingresso, per mezzo di un solaio ligneo posto a quota di circa 3.70m dal piano calpestio; tale zona, come detto precedentemente, è raggiungibile grazie ad una scala a chiocciola in struttura metallica posta nel cortile, ed ospita un organo a canne.
Infine, nel campanile, collocato a destra rispetto alla facciata principale della chiesa, sono collocate in sommità, le campane bronzee e l’orologio realizzato dalla ditta Curci nel 1923.
Criteri alla base degli interventi
L’intervento sul Santuario segue le Linee Guida per la riduzione del rischio sismico dei beni culturali, in accordo con le Norme tecniche per le costruzioni e le indicazioni per la ricostruzione post-sisma di Ischia (2023). Gli interventi devono privilegiare la conservazione, le riparazioni locali e il minimo intervento possibile, rispettando i principi della Carta di Venezia (1964).
Gli edifici storici presentano tipologie costruttive e trasformazioni diverse, rendendo difficili procedure di verifica standard. Perciò, occorre valutare sia qualitativamente che quantitativamente la sicurezza sismica, considerando:
– la situazione attuale della struttura e le vulnerabilità riconosciute;
– la sicurezza raggiungibile con interventi compatibili con la tutela del patrimonio;
– l’accettazione di un livello di rischio sismico maggiore, se interventi invasivi comprometterebbero la conservazione.
È necessario conoscere a fondo la struttura, la sua storia costruttiva e le trasformazioni subite, adottando modelli meccanici adeguati a simulare il comportamento strutturale e validando le analisi sulla base dei danni già presenti. Occorre definire i livelli di sicurezza sismica di riferimento secondo la classe d’uso dell’edificio e valutare la sua vita nominale, progettando interventi di miglioramento compatibili con la conservazione, che garantiscano durabilità e compatibilità dei materiali. A supporto di tutto ciò, è fondamentale utilizzare le conoscenze storiche e confronti con edifici simili per interpretare correttamente il comportamento strutturale.
Interventi strutturali
Il progetto strutturale ha avuto come obiettivo l’innalzamento delle capacità in termini di resistenza del complesso strutturale del Santuario, mediante sostituzione e ricostruzione di alcuni elementi portanti della chiesa (navata ed abside) ed il consolidamento del Campanile.

Pianta piano terra – Interventi 1, 6, 7, 8, 9, 10, 17, 18, 19

Pianta piano copertura – Interventi 2, 3, 4, 5, 11, 12, 13, 14, 15, 16

Vista 3d – modello FEM

Interventi di restauro
Interventi di restauro del Cassettonato
La chiesa, a navata unica lunga circa 15,30 metri e larga 6,44 metri, presenta due sporgenze laterali di 1,40×6,34 metri poste prima del transetto, che conferiscono all’edificio la tipica pianta a croce latina. L’area è coperta da un tetto a falde con strutture portanti lignee, celato da un soffitto apparente (“soffitto morto”) situato a circa 7 metri dal piano calpestio
composto da tavole decorate a cassettoni con fregi lignei e cornici in gesso. Nella crociera è presente un dipinto raffigurante la Madonna dell’Immacolata. Il cassettonato, risalente alla fine dell’Ottocento e decorato con formelle lignee dorate, non possiede particolari caratteristiche di pregio.
Il progetto ha previsto la demolizione del soffitto morto e della copertura a falde per realizzare un nuovo solaio e una nuova copertura, entrambi in struttura lignea. Per procedere è necessario smontare il cassettonato esistente; tuttavia, a causa dello stato di conservazione, non sarebbe possibile preservare gli elementi originali né garantirne la ricollocazione sicura. Per questo motivo, si prevede di conservare solo la porzione centrale dell’intradosso nella crociera con il dipinto della Madonna dell’Immacolata, sostituendo il resto del cassettonato con una nuova struttura leggera in lastre di cartongesso, che conferirà una nuova configurazione geometrica alla navata. L’intervento è di tipo sostitutivo nella navata (in corrispondenza del vestibolo/cantoria) e completamente ex-novo nell’area presbiteriale.

Soffitto cassettonato
Interventi di restauro dell’apparato decorativo interno
L’apparato decorativo interno della chiesa presenta un diffuso quadro fessurativo, riconducibile sia al sistema costruttivo (intonaco su incannicciata) sia agli ultimi eventi sismici. Per valutare l’effettivo stato di conservazione degli intonaci, il progetto di restauro prevede inizialmente una pulitura mediante micro-abrasione e raschiatura manuale degli strati di pittura sovrapposti a quello originario. Dall’indagine visiva è emerso che, in epoca recente, sono state applicate tinteggiature sintetiche non traspiranti, inadeguate per il particolare supporto degli intonaci e dell’apparato decorativo. La pulitura comprende anche il de scialbo degli intonaci nelle parti in rilievo, come cornici e modanature.
Completata la fase di pulizia, si procederà al risanamento degli intonaci con le seguenti lavorazioni: le lesioni verranno aperte mediante spicconatura puntuale e successivamente riempite con malta a base di calce idraulica pozzolanica. Lo strato corticale dell’intonaco sarà consolidato mediante l’applicazione di un risanante e omogeneizzante a base di grassello di calce stagionato da 24 a 36 mesi, proveniente da calcare calcico puro, con aggregati carbonatici cristallini selezionati e additivi vegetali, applicato in due mani con frattazzo d’acciaio per uno spessore minimo di 3 mm. Successivamente si eseguirà una rasatura con rasante minerale in pasta, privo di additivi sintetici, e infine la tinteggiatura interna sarà realizzata con pittura minerale naturale e traspirante, a base di grassello di calce stagionato, aggregati carbonatici cristallini, additivi vegetali e pigmenti naturali, anch’essa esente da componenti sintetici.

Veduta dell’apparato decorativo interno
Interventi di restauro della struttura incannucciata
Il sistema baraccato rinvenuto lungo il perimetro della chiesa svolge sia una funzione strutturale sia quella di supporto per l’incannicciata interna, sulla quale è applicato l’intonaco e l’apparato decorativo. Dalle indagini visive è emerso che la stuoia utilizzata è sottile, con intrecciatura non particolarmente fitta, ma in generale in discreto stato di conservazione. Il restauro del sistema incannicciato sarà eseguito dal lato esterno, dopo la demolizione della muratura di tamponamento perimetrale. Considerate le caratteristiche delle canne, sottili e non completamente accostate, l’intervento sarà puntuale e locale, principalmente a secco, senza l’uso di malte o resine che avrebbero aumentato i carichi sulla struttura.
Le operazioni prevedono l’asportazione delle zone con canne sciolte, pericolanti o marcescenti, e il fissaggio delle parti semplicemente distaccate mediante chiodature in acciaio inox dall’interno verso l’esterno sulla struttura baraccata già restaurata. Per le integrazioni si utilizzeranno stuoie o fasci di canniccio della stessa tipologia e tessitura degli originali, legati con nylon per garantire resistenza all’umidità e agli insetti e favorire la leggibilità dell’intervento. Le nuove stuoie saranno inserite nelle lacune, previa rimozione dell’intonaco interno e di eventuali porzioni di fregi, modanature o decorazioni, e fissate con chiodature in acciaio inox.
La facciata esterna dell’incannicciata sarà pulita manualmente a secco, con aspiratore, senza l’impiego di solventi o acqua, e successivamente trattata dal lato esterno con olio di lino, che nutrirà e proteggerà il sistema dai parassiti e dall’umidità, garantendone al contempo la traspirabilità


Viste interne con dettagli della incannicciata
Normativa di riferimento
[1] Legge 5 novembre 1971 n. 1086 (G. U. 21 dicembre 1971 n. 321) “Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica”;
[2] Legge 2 febbraio 1974 n. 64 (G. U. 21 marzo 1974 n. 76) “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche”;
[3] NTC 2018 – Aggiornamento delle «Norme tecniche per le costruzioni» – D.M. 17 gennaio 2018;
[4] Circolare 21 gennaio 2019, n. 7 C.S.LL.PP. Istruzioni per l’applicazione dell’«Aggiornamento delle “Norme tecniche per le costruzioni”» di cui al decreto ministeriale 17 gennaio 2018;
[5] Circolare n. 26/2010 – Segretariato Generale MiC – Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale allineate alle nuove Norme tecniche per le costruzioni.