L’INTERDISCIPLINARITÀ DEI PROGETTI SUI BENI CULTURALI: PROGETTO DI MESSA IN SICUREZZA E VALORIZZAZIONE DEL SANTUARIO DI S.MICHELE AD OLEVANO SUL TUSCIANO E DEL SISTEMA DI ACCESSIBILITÀ
Il progetto di messa in sicurezza e valorizzazione del Santuario di San Michele ad Olevano sul Tusciano ha rappresentato un’importante iniziativa per la tutela di un patrimonio storico, archeologico e naturale di grande valore.
La rilevanza degli aspetti interdisciplinari nei progetti è fondamentale per garantire soluzioni più complete, innovative e sostenibili. In un contesto progettuale complesso, l’integrazione di competenze provenienti da discipline diverse permette di affrontare sfide multiple e di ottimizzare le risorse e i risultati. Per esempio, nei progetti di messa in sicurezza e valorizzazione dei beni culturali sono di vitale importanza per garantire un approccio completo e sostenibile. La salvaguardia del patrimonio culturale richiede la collaborazione di esperti provenienti da settori diversi, tra cui architettura, ingegneria, storia dell’arte, archeologia, geologia e tecnologie digitali. Gli architetti e gli ingegneri, ad esempio, sono fondamentali per progettare soluzioni strutturali che garantiscano la stabilità e la sicurezza degli edifici storici, mentre gli storici dell’arte e gli archeologi forniscono le competenze necessarie per comprendere il valore culturale e storico del bene, assicurando che ogni intervento rispetti l’integrità e l’autenticità del patrimonio. Inoltre, l’utilizzo di tecnologie avanzate come il laser scanning e la fotogrammetria, che richiedono la collaborazione con esperti in geomatica e informatica, consente di documentare e monitorare lo stato di conservazione in modo preciso e non invasivo. Questo approccio integrato consente di coniugare la protezione del patrimonio con la sua valorizzazione, promuovendo al contempo la fruibilità pubblica e la sostenibilità nel lungo periodo. In sintesi, la sinergia tra diverse discipline è essenziale per garantire che i progetti di messa in sicurezza e valorizzazione siano efficaci, rispettosi e in grado di preservare e trasmettere i valori culturali alle future generazioni.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Nel progetto di messa in sicurezza e valorizzazione del Santuario di S. Michele ad Olevano sul Tusciano, l’obiettivo degli interventi è la mitigazione del rischio per la messa in sicurezza, anche mediante l’implementazione di un idoneo sistema di monitoraggio delle vie di accesso alla Grotta, anche in termini di presidio territoriale esperto.
In particolare, il progetto prevede i seguenti interventi:
1. Manutenzione e riqualificazione delle strade di accesso alla grotta – Tratto viario STRD02;
2. Messa in sicurezza dei versanti che si affacciano sulla strada di accesso STRD02;
3. Messa in sicurezza delle aree che si affacciano sulla grotta;
4. Riqualificazione e manutenzione degli impianti e delle strutture di accesso in sicurezza alla grotta;
5. Ricovero e valorizzazione degli elementi archeologici e culturali rinvenuti nella grotta.
Manutenzione e riqualificazione tratto viario STD02
L’intervento principale riguarda la riqualificazione della strada di accesso, il tratto viario STRD02, che è stato consolidato con un nuovo sistema di pavimentazione, un impianto di drenaggio per la gestione delle acque meteoriche e sistemazione dell’area mediante la predisposizione di Gabbionate in rete metallica e viminate e/o palizzate miste legno/acciaio.

Rilievo plano-altimetrico
Contestualmente, i versanti che costeggiavano il percorso e le aree che si affacciavano sulla grotta sono stati messi in sicurezza attraverso opere di contenimento, barriere paramassi e interventi di stabilizzazione per ridurre il rischio di frane.
Messa in sicurezza dei versanti
Una parte fondamentale del progetto riguarda la messa in sicurezza dei versanti attraverso barriere paramassi e briglie.
Nello specifico, per le barriere paramassi sono state condotte analisi alle differenze finite basate su modelli della dinamica del corpo rigido che hanno consentito di valutare il comportamento del corpo in caduta. Questo approccio utilizza le equazioni del moto e della cinematica, presupponendo un periodo di contatto istantaneo e la regione di contatto tra i corpi in collisione è molto piccola. Tale metodo risulta essere abbastanza veloce per la simulazione in tempo reale di più corpi in caduta (Curran et.al. 2006) ed i parametri necessari alla simulazione numerica sono misurabili ed intuitivi; oltre a forma, massa e velocità dei singoli blocchi, è richiesta la conoscenza degli angoli di attrito statico e dinamico ed il coefficiente di restituzione CR con cui il blocco dissipa energia per ogni urto e/o rimbalzo.
Ai fini del progetto e della verifica delle barriere paramassi è stato utilizzato il software Trajec3D (Frans Basson, version 1.7.2.7) che ha consentito di analizzare il moto di corpi rigidi, simulando la traiettoria in condizioni di caduta libera, il rimbalzo, lo scivolamento e il rotolamento dei blocchi lapidei. In tal modo è stato possibile valutare gli scenari ed i potenziali percorsi che le rocce avrebbero potuto seguire, il tempo necessario per raggiungere le aree di attenzione e la stima dell’energia immagazzinata lungo la traiettoria. Le simulazioni numeriche sono state condotte sulla base del profilo 3D del versante, ottenuto con triangolazione dal modello DTM.

Stralcio fotografico del modello di versante – Trajec 3D
La scelta della tipologia di barriera paramassi è stata condotta e verificata sulla base dei risultati ottenuti da un’ampia analisi parametrica finalizzata alla stima della massima energia che l’intervento di protezione passiva doveva essere in grado di dissipare nell’arresto dei blocchi lapidei che avrebbero potuto distaccarsi dai fronti rocciosi.
Modello di calcolo
Il progetto è stato condotto mediante l’ausilio del software di calcolo Trajec3D ai fini della determinazione dell’energia massima, che dipende da:
– masso di progetto;
– angoli d’attrito statico e dinamico del materiale del masso di progetto;
– velocità ed energie cinetiche lungo il percorso ed all’impatto.
Per ogni barriera sono state considerate 6 tipologie teoriche geometriche per i massi, con due masse differenti: 0,1 tonnellate e 1,0 tonnellata.
Di seguito si riporta un esempio di analisi condotta per la barriera paramassi n.1.

Principali traiettorie dei blocchi in caduta
Per tali traiettorie si riportano di seguito l’andamento delle energie cinetiche per il caso di massa pari ad 0,1t e per il caso di massa pari ad 1,0t.
Massa pari a 0,1 t

Massima energia di impatto in corrispondenza della barriera n.1, m= 0.1 t
L’energia massima in corrispondenza della barriera è risultata pari a 26,0kJ.
Massa pari a 1 t

Massima energia di impatto in corrispondenza della barriera n.1, m= 1 t
L’energia massima in corrispondenza della barriera è risultata pari a 470,4kJ.
Per tale barriera il progetto ha previsto una barriera di classe 4 con assorbimento di energia maggiore di 1000kJ, una lunghezza di 24,0m e un’altezza pari a 3,50m. Si riporta in allegato la tavola progettuale per la barriera paramassi RB 1000.
Messa in sicurezza delle aree che si affacciano sulla grotta
Le aree che si affacciano sulla grotta e quelle sottoposte all’installazione di barriere paramassi, verranno opportunamente sistemate mediante la preparazione di tutte le pareti rocciose che interessano l’area attraverso operazioni di pulizia e asportazione di elementi e massi in precario equilibrio e mediante l’esecuzione di disgaggio di pendici montane con l’ausilio di rocciatori, al fine di eliminare i volumi di roccia in condizione di equilibrio precario, per prevenire crolli e preservare gli affreschi medievali presenti nel santuario.
Riqualificazione e manutenzione degli impianti
Sono previsti interventi riqualificazione e manutenzione degli impianti.
Riqualificazione e manutenzione delle strutture di accesso in sicurezza alla grotta
È prevista la riqualificazione dei camminamenti all’interno della grotta mediante la sostituzione, in vera forma e grandezza, della scala in acciaio che consente l’accesso alle cappelle, per garantire una visita più sicura e agevole.
Ricovero e valorizzazione degli elementi archeologici e culturali rinvenuti nella grotta
Parallelamente, il progetto ha puntato alla valorizzazione del ricco patrimonio archeologico del sito, realizzando un centro multimediale per consentire ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva attraverso ricostruzioni in 3D, suoni e animazioni storiche, rendendo il santuario accessibile anche a chi non può recarsi fisicamente sul posto. Inoltre, sono stati rifunzionalizzati alcuni spazi per ospitare una mostra permanente dei reperti rinvenuti nella grotta.
Tutti gli interventi sono stati progettati nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’efficientamento energetico.
Un sofisticato sistema di monitoraggio è stato installato per controllare costantemente la stabilità del sito e prevenire eventuali criticità.
L’iniziativa ha rappresentato un perfetto esempio di interdisciplinarità e di equilibrio tra innovazione e conservazione, con l’obiettivo di rendere il Santuario di San Michele più sicuro e fruibile, senza alterarne il fascino millenario. Un progetto ambizioso che ha coniugato tutela del passato e tecnologie del futuro, restituendo alla comunità e ai visitatori un luogo di straordinario valore storico, spirituale e culturale.
Scarica qui la tavola progettuale
Software di calcolo: https://trajec3d.software.informer.com/1.7/
BIBLIOGRAFIA E NORMATIVA DI RIFERIMENTO
[1] ETAG 027 “Guideline for European Technical Approval of Falling Rock Protection Kits” (Linee Guida per il Benestare Tecnico Europeo di kit di protezione contro la caduta di massi);
[2] D. M. Infrastrutture Trasporti 17/01/2018 (G.U. 20/02/2018 n. 42 – Suppl. Ord. n. 8) “Aggiornamento delle Norme tecniche per le Costruzioni”.
[3] Circolare 21 gennaio 2019, n. 7 C.S.LL.PP. (G.U. Serie Generale n. 35 del 11/02/2019 – Suppl. Ord. n. 5) Istruzioni per l’applicazione dell’«Aggiornamento delle “Norme tecniche per le costruzioni”» di cui al decreto ministeriale 17 gennaio 2018.
[4] UNI EN 10264-2, Fili e prodotti trafilati di acciaio – Filo di acciaio per funi – Filo di acciaio non legato trafilato a freddo per funi per applicazioni generali;
[5] UNI ISO 1461 Rivestimenti di zincatura per immersione a caldo su prodotti finiti ferrosi e articoli di acciaio. Specificazioni e metodi di prova;
[6] UNI EN12385, Funi di acciaio – Sicurezza;
[7] UNI EN 10244-2, Fili e prodotti trafilati di acciaio – Rivestimenti metallici non ferrosi sui fili di acciaio – Rivestimenti di zinco o di leghe di zinco.
[8] UNI EN 10219 “Profilati cavi formati a freddo di acciai non legati e a grano fine per strutture saldate”;
[9] UNI EN 10025-2 “Prodotti laminati a caldo di acciai non legati per impieghi strutturali – Condizioni tecniche di fornitura”;
[10] UNI EN 10223-3 “Fili e prodotti trafilati di acciaio per recinzioni – Reti di acciaio a maglie esagonali per impieghi industriali
[11] norme generali per gli impianti elettrici C.E.I. 11-1 (1999);
[12] norme C.E.I. 11-7 (1992) – Impianti di produzione, trasporto, distribuzione di energia elettrica. Linee in cavo;
[13] norme C.E.I. 11-8 (1992) – Impianti di messa a terra.