L’importanza delle indagini conoscitive e dei rilievi nei lavori di Restauro: il Progetto della Chiesa di San Pietro ad Montes, in provincia di Caserta

L’importanza delle indagini conoscitive e dei rilievi nei lavori di Restauro: il Progetto della Chiesa di San Pietro ad Montes, in provincia di Caserta

Posted by luigipetti in Consolidamento di strutture esistenti, Costruzioni di interesse storico, Patrimonio culturale, Realizzazioni, Ricerche 29 Gen 2025

Le indagini conoscitive e i rilievi sono strumenti essenziali nei lavori di restauro, poiché permettono di acquisire una comprensione dettagliata dello stato di conservazione di un edificio o di una struttura. Le indagini conoscitive, attraverso l’analisi dei materiali, delle tecniche costruttive e delle eventuali modifiche subite nel tempo, forniscono informazioni vitali per pianificare interventi che rispettino l’autenticità e la storia dell’edificio.

L’importanza dei rilievi, invece, risiede in diversi aspetti:

1. Conoscenza approfondita dello stato attuale: I rilievi permettono di raccogliere dati precisi riguardo le caratteristiche fisiche delle strutture, inclusi dimensioni, forme, materiali e condizioni di conservazione. Questa conoscenza è cruciale per una corretta valutazione dello stato di conservazione e per identificare eventuali danni o degradi.

2. Pianificazione degli interventi: I rilievi accurati offrono una base per pianificare interventi di restauro, ristrutturazione o miglioramento strutturale. Permettono di individuare le problematiche e di proporre soluzioni mirate che rispettino l’integrità della struttura e la sua storia.

3. Preservazione del patrimonio culturale: In edifici storici o di rilevanza culturale, il rilievo diventa uno strumento essenziale per documentare l’assetto originale e conservare una traccia dettagliata delle modifiche che sono state fatte nel tempo. Questo aiuta a mantenere l’autenticità delle strutture nel rispetto delle normative di conservazione.

4. Prevenzione del rischio: I rilievi strutturali, che comprendono anche analisi di carico, deformazioni e tensioni, sono fondamentali per identificare potenziali situazioni di rischio. Una buona conoscenza della struttura consente di prevenire cedimenti o altre problematiche che potrebbero compromettere la sicurezza.

5. Valorizzazione delle risorse esistenti: Raccogliere informazioni attraverso i rilievi consente anche di valorizzare e riutilizzare edifici e strutture esistenti. La conoscenza approfondita permette di progettare interventi che non solo migliorano la sicurezza, ma anche l’estetica e la funzionalità dell’edificio, riducendo il consumo di nuove risorse e promuovendo la sostenibilità.

In sintesi, le indagini e i rilievi forniscono la base necessaria per un intervento rispettoso e sicuro, permettendo di restituire l’edificio alla comunità nel suo massimo splendore, preservandone al contempo la sua integrità storica.

Nel caso specifico del progetto di Restauro dell’Abbazia benedettina di San Pietro ad Montes, questa è ubicata a Caserta, nella frazione di Piedimonte di Casolla, alle pendici del Monte Virgo.

Planimetria con ubicazione dell’abbazia di San Pietro ad Montes

L’abbazia si sviluppa con pianta rettangolare ed è suddivisa in tre navate separate da dodici colonne. Affiancato all’abbazia è presente un possente campanile, in rovina, a pianta quadrata. L’edificio in oggetto fu dichiarato monumento nazionale nel 1895.

L’analisi dello stato di fatto e il progetto degli interventi hanno riguardato esclusivamente la Abbazia e non includono le porzioni limitrofe che compongono il complesso.

Viste aeree dell’abbazia

Brevi cenni storici

L’abbazia “Monasterio Sancti Petri”, situata ai piedi dei Monti di Caserta, è citata per la prima volta nel 1139 in una donazione di Nicola Frainella, abate di San’Amasio di Aprino, signore di Caserta. Successivamente, fu menzionata in vari documenti, tra cui privilegi concessi dai conti di Caserta e papali, fino ad arrivare alle decime papali del 1308-1310. La comunità benedettina abitò l’abbazia fino al 1435, quando fu concessa in “commenda” a Tommaso Latro, esponente di una nobile famiglia casertana. Dopo vari periodi di declino, fu affidata ai padri della Congregazione della Dottrina Cristiana nel 1730 e successivamente riconosciuta come regio patronato nel 1795. Nel 1866, il convento fu soppresso e divenne parte del Demanio statale. Dopo danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu restaurato e utilizzato dalle Suore Oblate del Sacro Cuore fino al 1990. Nel corso degli anni, l’abbazia ha subito vari danni, tra cui il crollo di un setto verticale a causa dei bombardamenti, e ha ricevuto numerosi interventi di restauro, tra cui il rifacimento delle coperture e il consolidamento strutturale. I lavori di restauro più recenti, iniziati negli anni ’90, hanno incluso il consolidamento delle strutture e il ripristino dei danni, con documentazione dettagliata dello stato di degrado e degli interventi effettuati

Descrizione dello stato di fatto

La chiesa è a tre navate, separate da dodici colonne di granito e porfido, con capitelli ionici, corinzi e compositi provenienti probabilmente da edifici romani, che sostengono archi a tutto sesto. Sia le colonne che i capitelli sono di probabile provenienza da edifici di epoca romana. Le navate terminano senza transetto e con absidi cieche, un tempo affrescate, addossate alla roccia calcarea.

La facciata, in tufo grigio e giallo, è nascosta da un cortile eretto nel Settecento, con una gradinata e un portico a cinque campate.

Vista del porticato

La struttura interna segue lo schema paleocristiano, ma senza transetto, con sette archi per lato che collegano la navata centrale alle laterali, e tre absidi semicircolari, quella centrale più grande.

Pianta dell’abbazia

Strutturalmente l’edificio è costituito da murature realizzate in blocchi regolari di tufo e colonne, sormontate da capitelli ionici compositi e corinzi, realizzate in granito e porfido. Per quanto attiene alla copertura, questa è composta da capriate in legno a vista, tavolato e sistema di finitura coprente; lungo il perimetro della navata centrale e delle due laterali, a quota gronda, è disposto un cordolo in cemento armato di altezza di circa 30cm.

Rilievo con Laser Scanner

Un rilievo con laser scanner per strutture in muratura è una tecnica avanzata utilizzata per acquisire dati tridimensionali ad alta precisione. Questa tipologia di rilievo è stata utilizzata per condurre il rilievo dell’Abbazia benedettina di San Pietro ad Montes.

Il processo impiega un laser scanner 3D che è uno strumento che emette una serie di impulsi laser verso la superficie da rilevare, registrando i tempi di ritorno di ciascun impulso per costruire una nuvola di punti rappresentativa della geometria della superficie. Una volta acquisiti, i dati vengono trasferiti in un software di elaborazione per la creazione del modello 3D. Dopo l’elaborazione, si passa alla fase di restituzione grafica, dove la nuvola di punti viene trasformata in un modello tridimensionale. Questo modello può essere utilizzato per la rappresentazione visiva, per creare sezioni, piante o viste tridimensionali dell’edificio.

 

 

Restituzione grafica dei rilievi con Laser Scanner 3D

Indagini conoscitive – le indagini endoscopiche

Nell’ambito del restauro, tra le indagini più importanti si annoverano quelle endoscopiche per la capacità di esplorare aree inaccessibili e di difficile visibilità senza danneggiare la struttura. Utilizzando tecniche non invasive, come l’endoscopia, è possibile esaminare infatti all’interno di muri, solai, sottotetti o fondazioni, raccogliendo informazioni preziose sullo stato dei materiali, sulla presenza di cavità, umidità o danneggiamenti interni. Questo tipo di indagine consente di ottenere una visione diretta e dettagliata delle condizioni strutturali, senza necessità di scavi o demolizioni, riducendo così i rischi di danneggiare l’edificio e rispettando la sua integrità. Le indagini endoscopiche sono particolarmente efficaci per individuare problematiche nascoste, come il degrado delle strutture in calcestruzzo o legno, la presenza di infezioni da muffa o funghi, e per monitorare la qualità delle riparazioni o dei materiali utilizzati in precedenti interventi, ottenendo così dati cruciali per progettare interventi di restauro mirati e sicuri.

Nel caso dell’Abbazia benedettina di San Pietro ad Montes, le indagini endoscopiche sono state effettuate nei fori dei microcarotaggi mediante l’utilizzo di un Endoscopio ANYKIT NTS 300.

Le endoscopie hanno consentito di rilevare all’interno delle murature blocchi calcarei intensamente fratturati e presenza di vuoti e cavità.

Restituzione immagini da Indagini Endoscopiche

Proposta di un intervento di restauro statico e consolidamento sismico

Il progetto degli interventi è stato progettato coerentemente alle Teorie, i Principi e alle Carte del Restauro, adottando come riferimento generale i criteri propri del restauro conservativo, perseguendo il duplice fine di restituire l’originaria unitarietà all’edificio monumentale e migliorarne la risposta al sisma, adottando interventi minimi, appropriati, compatibili, reversibili, distinguibili e consapevoli dei costi/benefici.

Dall’analisi dello stato di fatto dell’Abbazia, grazie al rilievo e alle indagini conoscitive condotte, sono stati previsti interventi di ripristino e restauro raggruppati in tre macro aree:

I. Opere strutturali e di consolidamento;

II. Interventi funzionali/architettonici;

III. Opere di restauro.

Opere strutturali di consolidamento

Dal punto di vista strutturale e di consolidamento, i principali interventi previsti sono stati:

– l’intervento di incatenamento delle arcate del portico;

– l’intervento di scuci e cuci delle murature;

– il consolidamento di sottofondazione dei colonnati;

– l’intervento di cerchiatura delle colonne;

– l’intervento di consolidamento degli archi.

Interventi funzionali/architettonici

Al fine aumentare la durabilità dei materiali e la periodicità degli interventi di manutenzione ordinaria del complesso, sono stati previsti i seguenti lavori di ripristino, rifacimento e/o rifunzionalizzazione:

– Intervento di manutenzione della copertura mediante il rifacimento del sistema di impermeabilizzazione e trattamento protettivo delle superfici lignee;

– Ricostruzione delle superfici voltate del porticato;

– Rifacimento degli intonaci dei paramenti esterni ed interni non affrescati;

– Intervento di manutenzione della copertura del portico mediante il rifacimento del sistema di impermeabilizzazione;

– Pulizia delle superfici pavimentate a roccia mediante idropulitrice a bassa pressione e trattamento antimuffa;

– Pulizia delle superfici pavimentate a cotto mediante idropulitrice a bassa pressione e successiva lucidatura;

– Rifunzionalizzazione dei canali esterni mediante la posa in opera di idonee superfici impermeabili e pulizia delle aree a verde attigue.

Opere di restauro

Per quanto attiene agli interventi di restauro degli affreschi, considerati i risultati diagnostici, si opera in accordo alle usuali tecniche di restauro, ossia velinatura della superficie, consolidamento dell’intonaco di affreschi e decorazioni pittoriche, consolidamento della pellicola pittorica di affreschi e decorazioni pittoriche, pulitura di affreschi e decorazioni pittoriche, rimozione stuccature non idonee, stuccatura di affreschi e decorazioni pittoriche, integrazione pittorica e protezione finale di affreschi.

 

NORME E BIBLIOGRAFIA

[1] M. Infrastrutture Trasporti 17/01/2018 (G.U. 20/02/2018 n. 42 – Suppl. Ord. n. 8)“Aggiornamento delle Norme tecniche per le Costruzioni”.

[2] Circolare 21 gennaio 2019, n. 7 C.S.LL.PP. (G.U. Serie Generale n. 35 del 11/02/2019 – Suppl. Ord. n. 5) Istruzioni per l’applicazione dell’«Aggiornamento delle “Norme tecniche per le costruzioni”» di cui al decreto ministeriale 17 gennaio 2018.

[3] Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale allineate alle nuove Norme tecniche per le costruzioni.