Un approccio di monitoraggio sostenibile per la gestione di siti archeologici complessi – L’esempio di Pompei

Un approccio di monitoraggio sostenibile per la gestione di siti archeologici complessi – L’esempio di Pompei

Posted by luigipetti in Analisi del rischio, Patrimonio culturale, Ricerche 29 Nov 2024

La conoscenza dello stato di salute e della sua evoluzione nel tempo è fondamentale per lo sviluppo di processi di manutenzione finalizzati alla protezione e alla conservazione delle architetture monumentali. In condizioni complesse, caratterizzate da rischi naturali e cambiamenti climatici, la conoscenza del comportamento statico e dinamico delle strutture può essere ottenuta utilizzando sistemi di monitoraggio mediante dispositivi innovativi e procedure di analisi in tempo reale. In questo contesto, grazie a un progetto congiunto di ricerca applicata tra il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno e il Parco Archeologico di Paestum & Velia, è stata installata una rete di monitoraggio dinamico sul Tempio di Nettuno a Paestum (Italia meridionale). 

La rete di monitoraggio è costituita da componenti meccanici ed elettronici di elevata sensibilità e robustezza, basati sugli innovativi sismometri “UNISA Folded Pendulum” [1]. La rete, implementata come intranet, è un sistema aperto ed espandibile con qualsiasi tipo di sensore analogico. I sismometri sono collegati tramite DAQ (National Instruments – FieldDAQTM) a una Intranet per monitorare globalmente e localmente la risposta dei principali elementi strutturali. La rete di monitoraggio è composta da 14 punti di misura: 3 punti sul piano di fondazione, 8 punti sulla trabeazione e 3 sullo stilobate. I punti di misura si distinguono in due configurazioni: 8 biassiali (punti rossi nella figura) e 6 triassiali (punti blu nella figura). I dispositivi interrati sono collocati in pozzetti di cemento per garantire la pulizia e l’accessibilità alla manutenzione; i sensori sulla trabeazione del tempio sono collocati in scatole di plexiglass per la protezione dagli agenti atmosferici e dagli uccelli; i sensori sullo stilobate sono non fissi per non interferire con la fruizione del tempio.

I sensori sono collegati alla rete tramite il FieldDAQTM di National Instruments, che ha le seguenti caratteristiche principali: sensori supportati ±10V Analog Input, frequenza di campionamento (simultanea) fino a 102,4 kSample/s/ch e grado di protezione IP67. I dati dei sismometri vengono acquisiti da un’unità di controllo installata presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum grazie a un collegamento in fibra ottica. In questo modo è possibile effettuare l’acquisizione sincrona del segnale a 24 bit con una frequenza di campionamento di 2084 Hz.

Questo tipo di rete consente l’acquisizione di segnali sismometrici, che forniscono informazioni fondamentali sul comportamento del tempio e sulla sua evoluzione nel tempo. Queste informazioni vengono utilizzate per prevenire e identificare potenziali problemi e per pianificare una manutenzione proattiva.

Questo progetto è stato reso possibile grazie al generoso sostegno finanziario di aziende private locali attraverso Artbonus. Inoltre, il progetto ha consentito l’accesso pubblico alla visualizzazione dei dati in tempo reale del Tempio attraverso una pagina dedicata sul sito web del Parco Archeologico di Paestum e Velia [2].

 

REFERENZE

1. Barone F and Giordano G, 2018, The UNISA Folded Pendulum: A very versatile class of low frequency high sensitive sensors, Measurement, Elsevier, Amsterdam, vol. 118 p. 339-347, doi: https://doi.org/10.1016/j.measurement.2017.09.001;

2. Sesimic monitoring of the Temple of Neptune – Ongoing Activities: https://museopaestum.cultura.gov.it/monitoraggio-sismico-del-tempio-di-nettuno/